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Incontro per la Liberazione Animale
1-2-3 settembre 2006
Entusiasmati
dall'incontro dell'anno passato, che ha visto coinvolte
tante persone da ogni parte d'Italia, rilanciamo quello che vuole
essere un appuntamento annuale del movimento.
L'incontro del 2005 è risultato un momento importante per discutere
tematiche e strategie, approfondire conoscenze e relazioni, stando
insieme in un clima disteso ma ricco di fermento. Non bastano certo
le bastonate ai cortei per spezzare un movimento, e la caparbietà sta
portando dei risultati.
L'obiettivo primario dell'incontro è quello di allargare e migliorare
la rete di attivisti e di gruppi locali, in modo che il cambiamento
di rotta di questa società basata sullo sfruttamento parta dal basso,
da chi come noi predilige non delegare e autorganizzarsi. La crescita
di visibilità e di forza del movimento animalista radicale in Italia
sono un segnale concreto.
Se questo è vero, è vero però anche che molto di più può essere fatto
per allargare a macchia d'olio il messaggio e il fronte di lotta. A
questo scopo un incontro con realtà che si muovono in ogni angolo del
paese è fondamentale.
Sono tantissimi i modi in cui ci si può arricchire e crescere: con
una migliore analisi teorica, con una visione strategica più
ragionata, con una organizzazione migliore, con una conoscenza legale
e del tessuto sociale in cui si muove. Ma sono ancora di più i modi
in cui un attivista può aiutare i progetti a crescere e funzionare,
affinché le offensive di lotta lanciate negli ultimi anni portino i
frutti sperati e si cominci veramente a smantellare il mondo dello
sfruttamento animale pezzo dopo pezzo.
Durante l'incontro si terranno conferenze, workshop pratici,
discussioni e proteste. Per unire nel modo migliore teoria e pratica,
in modo che l'una faccia da stimolo all'altra.
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Ci troviamo in una situazione sociale e ambientale in
continuo deterioramento, con guerre in diversi stati del mondo,
proliferare di un business su armi e ricerche su metodi di distruzione
di massa, un crescente baratro tra i paesi ricchi e consumisti e quelli
dove la povertà uccide ogni giorno. Il 20% della popolazione mondiale
viene indotta a consumare più del restante 80% e le multinazionali e gli
stili di vita occidentali sono responsabili direttamente di effetto
serra, scomparsa di specie animali e vegetali, scioglimento dei
ghiacciai, fame nel mondo, inquinamento dei mari, erosione dei suoli.
La ricerca e il progresso tecnologico puntano sempre più verso forme di
manipolazione genetica, fusione tra corpi biologici e macchine e le
inquietanti possibilità delle nanotecnologie.
In tutto questo, tra la sete di potere e l'indifferenza, ci sono vittime
ogni giorno, umane ad animali.
L'idea di liberazione animale, basata su principi antispecisti, vuole
mettere in critica l'ergersi dell'uomo a padrone incontrastato della
natura, portando quindi in sé anche una critica radicale di molte altre
questioni con cui ci troviamo a scontrare in questa società.
Questa idea non può non metterci di fronte ad una analisi del mondo
da cui nasce lo sfruttamento degli animali, dalle fondamenta che lo
giustificano e gli sviluppi del progresso che lo fanno aumentare
esponenzialmente.
Non possiamo estraniare una lotta per la liberazione animale da una
difesa radicale della Terra, come non possiamo nemmeno ignorare per
esempio forme di sfruttamento, discriminazione e tortura tra gli umani.
Anche noi siamo parte della natura, anche noi siamo individui, e il
messaggio antispecista coinvolge qualunque forma di vita sul pianeta
combattendo per la sua liberazione.
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